The Carrie Diaries riuscirà a farci dimenticare Sex and the City?

Ieri sera, lunedì 14 gennaio, ha debuttato dopo tanta attesa The Carrie Diaries, il prequel di Sex and The City, che ha preso il posto e la fascia oraria sul canale CW lasciati vacanti da Gossip Girl.

L’attesa, dicevamo, era alta. I pronostici sul probabile flop sono fioccati ancora prima che le riprese iniziassero. Ma, dopo il pilot, in molti sembrano essersi ricreduti aldilà dell’Atlantico.

Certo, il paragone con l’originale di Darren Star era e rimane impensabile. Già il solo fatto che la rete che lo manda in onda non sia più la Hbo, nota per prodotti sofisticati e rivolti a un pubblico più adulto (vedi I Soprano e Il Trono di Spade), ma CW, la stessa di Gossip Girl e The Vampire Diaries, la dice lunga sul target (teenager) e sulle pretese del telefilm. Ma la verità è che bisogna dimenticare Carrie Bradshaw così come abbiamo imparato a conoscerla e ad amarla (tanto, diciamocelo, non ci stancheremo mai di guardare le repliche di Sex and the City, e alzi la mano chi non ha il cofanetto della serie completa o sogna di regalarselo, prima o poi).

Bene, la stessa protagonista, AnnaSophia Robb l’ha detto subito: “Evitate ogni tipo di paragone, perché questa è un’altra cosa, e io non sono la copia di Sarah Jessica Parker”. Eppure, il suo personaggio ha convinto lo stesso la critica. Dall’Hollywood Reporter, che ha definito la sua Carrie “adorabile” e ha parlato di una serie “fatta di persone reali e sentimenti veri”, a Tv.com, che ha elogiato il pilot perché “immediato, onesto e convincente”. Perfino il severissimo New York Times ha concesso che “non vi sentirete in colpa se passerete un’ora alla settimana a guardare The Carrie Diaries”.

La serie, sempre tratta da un romanzo di Candace Bushnell e scritta da Josh Schwartz (Gossip Girl, The O.C.) e Amy Harris (Gossip Girl), è ambientata nel 1984. Carrie ha 16 anni, vive nel Connecticut con il padre (Matt Letscher) e la sorella minore (Stefania Owen), è ancora casta e pura, e ha una cotta per il suo compagno di scuola Sebastian (Austin Butler). Ancora lontana dal diventare la futura icona modaiola di mezzo pianeta, è una ragazza low-profile che se sta con il suo gruppo ristretto di amici: Maggie (Katie Findlay), un incrocio fra Samantha e Miranda; il suo ragazzo Walt (Brendan Dooling), che non ha ancora capito di essere Stanford Blatch; e Mouse (Ellen Wong), una Charlotte in versione asiatica.

La mamma di Carrie è appena morta, e il papà, per tirarle su il morale, le fa avere uno stage a Manhattan. Durante il viaggio, guarda caso, la nostra eroina incontra la stylist di una famosa rivista di moda. Sappiamo già come andrà a finire. Ma di strada da fare ce n’è ancora tanta, siete curiosi di seguirla fino al fatidico 1998 in cui l’avete incontrata per la prima volta? Se sì, vi avviso, dovete portare pazienza. La serie arriverà in Italia il 20 giugno, su Mya.

Golden Globe, e voi su chi scommettete?

Questa notte, come ogni anno (per dovere di cronaca, siamo al 70esimo), si svolgerà la cerimonia di consegna dei Golden Globe (presentata dalle comiche Tina Fey e Amy Poehler e in diretta su Sky Cinema 1 a partire dall’una), i riconoscimenti assegnati dalla Hollywood Foreign Press Association, l’associazione della stampa straniera, che inaugurano ufficialmente la stagione dei premi e fanno da apripista ai più importanti Oscar.

Ma noi telefili siamo più interessati a questi globi, visto che l’Academy non si occupa del piccolo schermo. Io faccio il tifo ancora per Homeland, sia come miglior drama che come attrice, anche se le ottime critiche (peraltro meritate) ricevute da Connie Britton per Nashville rendono meno scontata la doppietta di Claire Danes. Sono molto curiosa poi di vedere se The Newsroom di Aaron Sorkin riuscirà a vincere almeno in una delle due categorie in cui è candidata, miglior serie Tv drama e miglior attore (Jeff Bridges). E se nell’ambito delle comedy l’unica novità rispetto all’anno scorso è Girls con quel genio di Lena Dunham, si fa interessante la sfida per le miniserie, che vede in corsa star del calibro di Nicole Kidman, Sigourney Weaver e Julianne Moore. Tra poche ore scopriremo chi la spunterà. Intanto, ecco tutte le candidature per le produzioni televisive. Voi su chi scommettete?

MIGLIOR SERIE TV – DRAMA

– Breaking Bad
– Boardwalk Empire
– Homeland
– Downton Abbey 2
– The Newsroom

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE TV – DRAMA

– Claire Danes, Homeland
– Michelle Dockery, Downton Abbey
– Connie Britton, Nashville
– Glenn Close, Damages
– Julianna Margulies, The Good Wife

MIGLIORE ATTORE IN UNA SERIE TV – DRAMA

– Steve Buscemi, Boardwalk Empire
– Bryan Cranston, Sons of Anarchy
– Jeff Daniels, The Newsroom
– Damian Lewis, Homeland
– Jon Hamm, Mad Men

MIGLIORE SERIE TV – COMEDY

– The Big Bang Theory
– Episodes
– Girls
– Modern Family
– Smash

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE TV – COMEDY O MUSICAL

– Zooey Deschanel, New Girl
– Lena Dunham, Girls
– Tina Fey, 30 Rock
– Amy Poehler, Parks and Recreation
– Julia Louis-Dreyfus, Veep

MIGLIORE ATTORE IN UNA SERIE TV – COMEDY O MUSICAL

– Alec Baldwin, 30 Rock
– Don Cheadle, House of Lies
– Louis C.K., Louie
– Matt LeBlanc, Episodes
– Jim Parsons, The Big Bang Theory

MIGLIORE MINI SERIE O FILM TV

– The Girl
– Political Animals
– Game Change
– The Hour
– Hatfields & McCoys

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM TV

– Nicole Kidman, Hemingway & Gellhorn
– Jessica Lange, American Horror Story
– Sienna Miller, The Girl
– Julianne Moore, Game Change
– Sigourney Weaver, Political Animals

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM TV

– Kevin Costner, Hatfields & McCoys
– Benedict Cumberbatch, Sherlock
– Clive Owen, Hemingway & Gellhorn
– Toby Jones, The Girl
– Woody Harrelson, Game Change

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM TV

– Hayden Panettiere, Nashville
– Archie Panjabi, The Good Wife
– Sarah Paulson, Game Change
– Maggie Smith, Downton Abbey
– Sofia Vergara, Modern Family

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM TV

– Max Greenfield, New Girl
– Mandy Patinkin, Homeland
– Danny Huston, Magic City
– Ed Harris, Game Change
. Eric Stonestreet, Modern Family

Propositi per il nuovo anno

Cari amici,

dopo due anni di latitanza (per cui chiedo umilmente perdono) ho deciso di riprendere le fila di Blog, si gira!, ripartendo là dove mi ero fermata … ma con qualche novità. Già, perché nel frattempo ho sviluppato un’incurabile dipendenza da serie televisive, e così ho deciso che dal 2013 saranno loro le protagoniste del mio blog. Non che la passione per il cinema se ne sia andata, anzi. Ma credo che in Italia la serialità sul piccolo schermo non abbia ancora lo spazio che merita, forse perché da noi se ne vede di ben poca qualità, ancorati come siamo a format vecchi e stravisti, e quasi mai di produzione originale.

L’unica a salvarsi nel panorama nazionale è Sky, che negli anni scorsi ha sfornato prodotti come Boris e Romanzo Criminale (peraltro entrambe con ottimi ascolti). E sembra che anche quest’anno ci sia l’intenzione di continuare su questa strada (penso alla versione italiana di In Treatment, con Sergio Castellitto, che partirà a marzo su Sky Cinema. O a Diabolik e ai Delitti del BarLume, che dovrebbero arrivare sempre nel 2013). Staremo a vedere.

Ma il punto di riferimento, la fucina di idee, novità, provocazioni, è inutile: restano gli Stati Uniti, ancora senza paragone al mondo. Reti come Hbo, Showtime, Amc, Fox ci regalano produzioni che alzano di continuo l’asticella, basti citarne una per ciascuna: Girls, Homeland, Mad Men e Glee. Ma potrei continuare all’infinito. Certo, la Gran Bretagna viene subito dopo, l’ultima è Downton Abbey, ma prima ci sono state Sherlock, Luther e Misfits, per fare alcuni esempi.

Bene, parleremo di questo, d’ora in poi. Delle nuove serie in arrivo, e dei ritorni più attesi (il mio è senza dubbio Il Trono di Spade 3), ma anche degli appuntamenti come i Golden Globe di domani sera. Aspetto le vostre dritte, i commenti e ben volentieri anche le critiche. Purché condividiate la mia stessa passione.